Monica Benincą - Nello Spoglio Vento - MONTALE, Ungaretti e Quasimodo

Monica Benincą - Nello Spoglio Vento

MONTALE, Ungaretti e Quasimodo

{ 01:28, Mar. 10, 2008 } { 10 commenti } { Link }

 

© Monica Benincą 2008

 

MONTALE

A Tarda Notte

 

Il colloquio con le ombre

 non si fa per telefono.

Sui nostri dialoghi muti non s'affaccia

"giraffa" o "altoparlante"

anche le parole perņ servono

quando non ci riguardano...

 

IN OGNI MODO, QUESTA POESIA DEL MONTALE, SI TROVA, GIA' QUI:

http://blog.libero.it/DietroLaMaschera/view.php?id=DietroLaMaschera&pag=4&gg=0&mm=0

 

 

NIENTE DI GRAVE

 

Forse l'estate ha finito di vivere.

Si sono fatte rare anche le cicale.

Sentire ancora una che scricchia č un tuffo nel sangue.

La crosta del mondo si chiude, com'era prevedibile

se prelude a uno scoppio. Era improbabile

anche l'uomo, si afferma. Per la consolazione

di non so chi, lassł alla lotteria

č stato estratto il numero che non usciva mai.

 

Ma non ci sarą scoppio. Basta il peggio

che č infinito per natura mentre

il meglio dura poco. La sibilla trimurtica

esorcizza la Moira insufflando

vita nei nati-morti. E' morto solo

chi pensa alle cicale. Se non se n'č avveduto

il torto č suo.

 

 

SPESSO IL MALE di VIVERE…

 

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgόglia,

era l’incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

 

 Bene non seppi, fuori che il prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

 

 

 

 

FORSE UN MATTINO…

 

  Forse un mattino andando in un’aria di vetro,

arida, rivolgendomi, vedrņ compirsi il miracolo:

il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro

di me, con un terrore di ubriaco.

 

  Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto

alberghi case colli per l’inganno consueto.

Ma sarą troppo tardi; ed io me n’andrņ zitto

tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

 

 

 

 

Ungaretti:

MATTINA

 

M’illumini

d’immenso

 

 

STASERA

 

Balaustrata di brezza

Per appoggiare stasera

La mia malinconia

 

 

TRAMONTO

 

Il carnato del cielo,

sveglia oasi

al nomade d’amore.

 

 

SOLDATI

 

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.

 

 

UNIVERSO

 

Col mare

mi sono fatto

una bara

di freschezza

 

 

IL PORTO SEPOLTO

 

Vi arriva il poeta

e poi torna alla luce con i suoi canti

e li disperde

 

Di questa poesia

mi resta

quel nulla

d’inesauribile segreto.

 © Monica Benincą 2008

 

QUASIMODO

 

ED E’ SUBITO SERA

 

Ognuno sta solo sul cuor della terra,

trafitto da un raggio di sole:

ed č subito sera.

 

 Barbara 2008

 

LAMENTO PER IL SUD


La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore č ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Pił nessuno mi porterą nel Sud.

Oh, il Sud č stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
č stanco di solitudine, stanco di catene,
č stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Pił nessuno mi porterą nel Sud.

E questa sera carica d'inverno
č ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.

 

 

 

 

 

 © Monica Benincą 2008

 

 

IL NIENTE (di Monica Benincą)

 

Il vuoto profondo,

che lacera il tormento.

Angoscia tra le tapparelle

di quel borgo nella via perduta,

guardo il vuoto,

di chi con le mani in tasca

appena si sorregge,

e barcollando, cammina per i viali,

accompagnati dalla loro angoscia di vita.

 

Tormento infinito,

manipolato attraverso le parole,

che non cadono,

che non scorrono,

vuote.

Mentre loro, come bambini,

umiliano la gente.

 

Sono anime in pena,

nel fracassare di un cane lupo,

distrutte dalla loro stessa droga!

Nella realtą fa pił male a te,

povero mendicante,

che credi ancora nella libertą,

ma la libertą non c’č.

E’ solo un’illusione ottica,

nel confine senza limiti.

 

Non ci sono parole.

Sono parole caduche, sommerse,

in fondo, in fondo, poi spariscono

dalla mente, in un sol battito d’ali.

 

Nella liberazione, il racconto,

volto allo sconforto di chi ha udito,

e non parlato cosģ attivamente.

Sono anime in pena in cerca d’aiuto,

ma nessuno riesce ad aiutarle,

troppo comodo perfino per loro.

 

Sono anime in pena,

che svolgono il loro ruolo,

nella vita passata,

a far, ed a farsi, solo che del male.

 

Sono anime in pena,

che non fanno pił pena,

nemmeno ad un tramonto,

nemmeno ad un morto,

ad un segno di vita.

 

Monica Benincą

 

 Barbara 2008

 

 

 

 

© Monica Benincą 2008

 

 

 ©

 

 

 

 Monica Benincą 2008.

 


{ Invia un commento }

Errata corrige

{ 01:29, May. 23, 2008 } { Inviato da ipopablo }
UNGARETTI e Quasimodo, semmai.

sei attenta/o, brava/o.

{ 01:42, May. 23, 2008 } { Inviato da nellospogliovento }
Dovevo ancora inserire una citazione, ed una poesia di Montale.
Ora, pc permettendo, ne inserisco un'altra.


Modificato da nellospogliovento il giorno May. 23, 2008 alle ore 02:23

per nellospogliovento

{ 18:16, May. 30, 2008 } { Inviato da onorio }
Nel fare attenzione alle citazioni ricorda che ed č congiunzione e non puo',quindi,essere preceduto da virgola:oltre ad essere grammaticalmente scorretto ne rende sgradevole la lettura,
Gli errori ortografici,che ne si voglia,non dovrebbero rientrare nella inflazionata licenza poetica.

Commento senza titolo

{ 12:54, Jun. 5, 2008 } { Inviato da Anonymous }
E questo chi l'ha detto?
Sa che cos'č la prosa?


Commento senza titolo

{ 12:58, Jun. 5, 2008 } { Inviato da Anonymous }
intendo nelle virgole...

Commento senza titolo

{ 13:16, Jun. 5, 2008 } { Inviato da Anonymous }
Per esempio, come scelgono di scrivere "Memento", io scelgo dove mettere la virgola per dare l'intonazione che voglio io, perché leggono con le pause che voglio io, dato che la poesia č mia, ma soprattutto scelgo avvolte e lo lascio per dire che molte persone sono, oppure erano avvolte, in altre parole nascoste; come scelgo di lasciare d’orate, perché c’č un significato molto pił approfondito.
In un luogo, dove compro i gioielli in oro, hanno portato dagli esterni altri gioielli ad un prezzo pił alto.
Di pił non dico.
Poi assume significati ancora pił allusivi, forse anche provocatori, oppure allegorici, profondi… l’ho riutilizzato spesso per questo.


mi spiace molto

{ 18:49, Jun. 6, 2008 } { Inviato da Anonymous }
mi spiace molto signorina
avendo letto delle favorevoli annotazioni ,o recensioni che ben si voglia di lei, sulla rivista il filo volevo proporle la pubblicazione (gratuita e non a fini di lucro:preciso per lo statuto che lo impone) la pubblicazione della sua "cuori collegati" ,della quale mi piaceva il l'atmosfera incalzante della situazione,
in una fanzine per la quale momentaneamente collaboro
se il progetto avra' esito positivo verrą edito dalla hoepli con sede in milano ,ma vista la sua intemperanza e maleducazione nell'aver cancellato il messaggio, peraltro non offensivo,temo che non sia di nostro interesse promuovere i lavori persone cosģ arroganti.
Mi permetto infine;concludendo; di darle un consiglio:si ponga con un po' piu' di umilta' verso gli altrui pareri:penso sia piu' gratificante vedere riconosciuto ed apprezzato il proprio lavoro piuttosto che prendere posizione nel suo privato blog
ho cercato il suo primo libro per leggere altre sue,ma nessuna libreria o bibblioteca che ho contattato l'ha mai sentita nominare come mai?
ancora distinti e buona fortuna

aggiungo

{ 21:43, Jun. 6, 2008 } { Inviato da Anonymous }
solitamente quando si rimuove un messaggio č perche' conteneva informazioni veritiere che hanno infastidito il destinatario il quale preferisce rimuoverlo sperando che nessuno abbia letto dato che non si hanno gli strumenti o le capacita' per controbbattere
a mio avviso lei e' e restera';se non cambia atteggiamento,una fallita che non costruirą nulla di concreto ne lavorativamente ne nel personale e quanto affermo č meravigliosamente dimostrato dal suo stesso sito
laurea non conseguita
libri pubblicati ma inesistenti in commercio
nessun lavoro serio o stabile
scarsa relazionalizzazione col prossimo

Sono Monica Benincą

{ 20:14, Jun. 9, 2008 } { Inviato da Anonymous }
La ringrazio, ha collaborato con me.
La saluto, Auguri per tutto.

Commento senza titolo

{ 21:22, Jun. 9, 2008 } { Inviato da Anonymous }
io ringrazio lei per aver acettato la mia provocazione ed aver risposto al mio mess
spero di "rivederla" in migliori occasioni e poter cosģ usufruire dei suoi versi
ancora distinti

Monica Benincą

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