Monica Benincà - Nello Spoglio Vento | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
PUNK, GLAM, E MODS
{ 22:55, Jul. 18, 2007 }
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IL PUNK O L’ARTE DEL BRUTTO Il punk ha un creatore ufficiale e una data di nascita piuttosto precisa. Si chiama MALCOM MC LAREN proprietario insieme alla moglie di una boutique chiamata Sex. Prima vende t-shirt piene di strappi ed indumenti di pelle e gomma nera costellati di cerniere. Poi decide di creare una band, con quattro giovanissimi frequentatori del suo negozio. Le loro canzoni sono rozze elementari e violente, il loro comportamento inaudito: insultano i presentatori degli spettacoli, bestemmiano, sputano e vomitano sul pubblico, mentre li acclama. Si chiamano Sex Pistol, nel 1976 sono al culmine del successo. Non sanno suonare, sono simili agli altri, la loro musica s’inneggia con sputi e insulti, la differenza tra fruizione e produzione è annullata. L’Inghilterra degli anni settanta è deprimente per la working class: disoccupazione e droga, aumentano e mietono vittime. La progressive rock lascia indifferenti, il Glam sembra fuori della vita vera, l’Hippie si trascina. Il punk è anarchia, distruzione e contraddizione ( Sì “fottono” allegramente) di tutto ciò in cui una società crede. L’unico credo politico è NICHILISMO, e il suo motto non c’è futuro. Dove non vogliono schierarsi tra gli estremisti, è una vera rottura. La svastica e qualsiasi altro simbolo politico sono svuotati, come ogni mito ed ogni moda precedente. Il punk è individualista, sopporta un microgruppo, esplosione e frammentazione sociale. Abiti vecchi usati e sporchi, buchi e borchie, il bello e buono, buttato nel gabinetto, il resto rotto. Capelli rasati, tranne una cresta multicolore, e si truccano in modo trasgressivo, ma poiché il loro motto era distruggere e non costruire, cominciano ad esaurirsi. E All’inizio anni 80, raggiunto il loro scopo, svuotare tutto il significato d’ogni mito e moda. Ora, è diventato solo un supporto di moda.
Quel giorno in ospedale incontrai un ragazzo, che conoscevo, teoricamente, perché non me lo ricordavo, ora sì invece, e anche lui se lo ruppe facendo un incidente in macchina, mi sorrise, poi si voltò quando capì che io non lo riconoscevo per nulla. Guardò mia madre ed iniziò a tacere. GLI DISSI SOLO: “Io non ho mai fatto del male a nessuno, al massimo ho solo difeso”.
© Monica Benincà 1996/1997
© Monica Benincà 1994/1995
© Monica Benincà 1996/1997
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© Monica Benincà 1994/1995/1996/1997 Un’altra volta mi capitò di raccontare in circostanze ambigue, l’incidente di una mia amica, finita da sola in un campo, la ragazza mi rispose: “Allora succederà anche a te!”ma non ricordo chi fosse. Passò qualche giorno e feci un tamponamento non molto forte, ma bastò per distruggere la mia macchina, faticosamente sudata durante i due anni lavorati in fabbrica, e la mia coxoartrosi, per immobilizzarmi nel letto un tot di tempo. In pronto soccorso trovai una ragazza che finì nello stesso momento in un campo, con un collare indosso, risi d’ironia. Un’altra volta mi capitò solamente d’affermare che in un anno non avevo nemmeno graffiato la nuova macchina, fortunatamente. Mi fu risposto, non mi ricordo da chi, classico: “Sei sicura?!”. Ecco che un una sera, nemmeno tanto tardi, d’improvviso in casa di un’amica m’innervosii, e la salutai nei modi migliori, ed uscii di casa, anche perché lei era incinta, e lì graffiai la mia macchina. Ora gironzolo con un bel graffio sulla portiera, ma credo che alla tal persona è andata peggio! Allora cercai l’isolamento. Questa società non è matura per niente. Vedi quei due fidanzati che rubavano vestiti marcati per farsi la seratina nei luoghi più abbienti…di lusso! Un’altra volta, nel mentre mi ritrovai nei pressi dell’università, incontrai un mio amico-conoscente, anche lui rimasto privo di macchina, causa un incidente stradale. Mi chiese di accompagnarlo in stazione dei treni, lì mentre passeggiavamo, proprio di fronte, ci fu un brutto tamponamento. A quel punto, mi regalò il suo video, mi salutò e prese il treno per Milano. Ma forse ora, è altrove. Il suo video si concludeva con la frase: "Fai un favore al mondo, Kill Your Self". Andai a trovare un mio amico, portava una cicatrice in testa, mi disse: “Oggi giorno, i Punk si vestono bene!”
ULTIMO EVENTO? HO SEMPLICEMENTE DETTO CHE HO VINTO qualche CONCORSo, DA Lì, Si’ E' EVIDENZIATA Un’INGNORANZA MENTALE SOCIALE, IN QUALCUNO. Oltre ad aver venduto libri, foto, disegni, dipinti... altri invece non sono stati così fortunati, mi dispiace. Credo che chiunque abbia subito un affronto simile, capisca cosa intendo, dato che mettono in brutta luce anche altre persone, di gran professionalità. Altri invece hanno espresso la loro opinione favorevole, più sincera, grazie. IL GLAM O L’ARTE DEL TRAVESTIMENTO Negli anni degli estremisti il Glam rappresenta il simbolo più estremo. ZATTERONI, paillettes, lustrini sono ricordati con ironia, ma allora significava molto di più. Negli anni SESSANTA la scena NEWYORKESE UNDERGROUND, ruotava attorno alla Factory di Andy Warhol, tendenze al travestimento ed ambiguità sessuale, sono gli elementi chiave. Stimolato dal teatro e cinema, con opere come il ROCKY HORROR SHOW. Cantante emergente: David Bowie, grande artista showman. Annulla la differenza tra ARTE e VITA. Il GLAM afferma la loro grande verità, che la musica Rock ha cercato di rimuovere, l’artista si prostituisce allo show business, sempre e comunque, e solo quando ne prende coscienza, può dettare le regole. PURA APPARENZA, esalta l’artefice per dire l’impossibilità del naturale, in opposizione all’Hippie Conciature bizzarre e le tinture violente. L’abito non è la personalità, perché non esiste una personalità unica e uniforme. L’artista non può essere più che un buffone… Distinzione sessuale cade nel dominio dell’apparenza: il significato profondo dell’Androgino, ove le due sessualità si compenetrano senza rincorrere l’omosessualità o la bisessualità. Nel suo essere divertente, scandaloso, esagerato, da dignità alla pura apparenza.
I MODS nemici dei ROCKERS, Regole precise e severe, chi non le rispetta non è un MOD, e viene escluso dal gruppo. Vivere elegantemente in circostanze difficili, sono ribelli modernisti = mod, non ricercano via di fuga dal contesto sociale. I primi gruppi nascono nel 1962, ragazzi di classe medio-bassa, adottano la divisa del adulto. METTE a Nudo L’IPOCRISIA e la convenzionalità, senza staccarsi dai valori e senza cercare il cambiamento. Curano in modo ossessivo il proprio vestiario, per essere impeccabili, come i Daddy ottocenteschi. Capelli corti o ordinati, giacche di un certo tipo, camicia bianca a quadretti. Abiti di sartoria o nuove Boutique e l’indispensabile PARKA, un giaccone verde militare. Altri accessori, occhiali da sole neri, calotta piatta e testa rivolta all’insù, lambrette e vespe superaccessoriate, nulla motociclette. I rockers sono nemici dell’ordine. Si incontrano a feste che durano tutta la notte, nel corso dei quali si scatenano ballando vecchi dischi di cool jazz e ska giamaicano sconosciuti ai più.
La donna era solo uno strumento di contorno, capelli a caschetto, giacche in vinile, e vestite rigorosamente in bianco e nero, decorazioni optical. Così è nato il movimento femminista. In Italia il Mods fu molto di successo, con un ritorno negli anni 80. In contrapposizione, si sviluppa il Punk. Da buon conservatore, noi non ci siamo evoluti per niente! E le uscite, in alcuni casi, maggiori delle entrate cit. la Biennale di Venezia, caso scoperto dopo un paio di anni… come mai? Si sono chiesti! Non è un caso isolato. Calcolando in fine chi si è fatto un'amante, ha avuto due vite. Domanda, quanto ha speso, a livello morale, fisico e psicologico???... eh, eh, eh, non tutti se lo potevano permettere... ahi, iahi, ahi, iahi, ahi! { Invia un commento } Monica Benincà ![]() Crea il tuo badge { Last Page } { Page 40 of 56 } { Next Page } |
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